Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 16 maggio 2018 n. 90

decreto legge, bonus pubblicità, Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 16 maggio 2018 n. 90

Regolamento recante le modalita’ ed i criteri per la concessione d’incentivi fiscali agli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani, periodici e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, in attuazione dell’articolo 57-bis, comma 1 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96. (18G00115) (GU Serie Generale n.170 del 24-07-2018)

Note: il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 16 maggio 2018, n. 90 è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 170 del 24 luglio 2018. Entrata in vigore del provvedimento: 08/08/2018

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 16 maggio 2018 n. 90

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, recante disciplina
dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza del
Consiglio dei ministri, ed in particolare l’articolo 17, comma 3;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n.123, recante
disposizioni per la razionalizzazione degli interventi di sostegno
pubblico alle imprese, a norma dell’articolo 4, comma 4, lettera c),
della legge 15 marzo 1997, n. 59;
Vista la legge 26 ottobre 2016, n. 198, ed in particolare,
l’articolo 1;
Visto l’articolo 57-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50,
convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96,
come modificato dall’articolo 4, comma 1, del decreto-legge 16
ottobre 2017, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 4
dicembre 2017, n. 172;
Visto il decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, recante norme
di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti in sede di
dichiarazione dei redditi e dell’imposta sul valore aggiunto, nonche’
quelli di modernizzazione del sistema di gestione delle dichiarazioni
ed in particolare l’articolo 17;
Visto il testo unico delle imposte sui redditi, approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;
Visto il decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, recante
disposizioni urgenti tributarie e finanziarie di potenziamento e
razionalizzazione delle riscossione tributaria anche in adeguamento
alla normativa comunitaria, ed in particolare l’articolo 1, comma 6;
Vista la definizione di microimprese, di piccole e di medie imprese
contenuta nella raccomandazione n. 2003/361/CE della Commissione, del
6 maggio 2003, e nel decreto del Ministro delle attivita’ produttive
18 aprile 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 238 del 12
ottobre 2005, nonche’ la definizione di start-up innovative contenuta
nell’articolo 25 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179,
convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221;
Considerato che il comma 1 del citato articolo 57-bis del
decreto-legge n. 50 del 2017 dispone, al terzo periodo, che il
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sopra richiamato
stabilisce che agli eventuali adempimenti europei, nonche’ a quelli
relativi al registro nazionale degli aiuti di Stato, provvede il
Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del
Consiglio dei ministri;
Vista la procedura di notifica alla Commissione europea avviata, ai
sensi dell’articolo 57-bis, comma 1, terzo periodo, del citato
decreto-legge n. 50 del 2017, in ordine alla maggiorazione del
credito d’imposta prevista per le microimprese, per le piccole e
medie imprese e per le start-up innovative, in pendenza della quale
l’applicazione della predetta maggiorazione e’ temporaneamente
sospesa;
Visto l’articolo 52 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, che
disciplina il Registro nazionale degli aiuti di Stato;
Ritenuta la necessita’ di stabilire le modalita’ e i criteri di
attuazione della misura di incentivazione fiscale di cui al citato
articolo 57-bis del decreto-legge n. 50 del 2017;
Udito il parere del Consiglio di Stato espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nelle adunanze dell’8 marzo 2018 e
del 10 maggio 2018;
Sulla proposta del Ministro dello sviluppo economico e di concerto
con il Ministro dell’economia e delle finanze;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri
inviata ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto
1988, n. 400,

                          
 Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 16 maggio 2018 n. 90

                  Adotta il seguente regolamento: 

                           Art. 1 

                           Oggetto 

  1. Il presente decreto, nel rispetto della normativa europea sugli
    aiuti di Stato, individua le disposizioni applicative per
    l’attribuzione del contributo sotto forma di credito di imposta di
    cui all’articolo 57-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96,
    come modificato dall’articolo 4, comma 1, del decreto-legge 16
    ottobre 2017, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 4
    dicembre 2017, n. 172, con riferimento, in particolare:
    a) ai soggetti beneficiari;
    b) agli investimenti ammissibili e a quelli esclusi;
    c) ai limiti e alle condizioni dell’agevolazione concedibile;
    d) alla procedura e alle modalita’ di concessione idonee ad
    assicurare il rispetto del limite massimo di spesa;
    e) all’effettuazione dei controlli, alla determinazione dei casi di
    revoca del contributo nonche’ alle procedure di recupero nei casi di
    utilizzo illegittimo del credito di imposta.
    Avvertenza: - Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
    dell’art.10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
    sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
    decreti del Presidente della Repubblica e sulle
    pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
    approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28
    dicembre 1985, n.1092, al solo fine di facilitare la
    lettura delle disposizioni di legge alle quali e’ operato
    il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia degli
    atti legislativi qui trascritti.
    Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
    pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
    europee (GUCE).

    Note alle premesse: - Si riporta il testo del comma 3 dell'art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di
    Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei
    ministri), pubblicata nel Supplemento Ordinario alla
    Gazzetta Ufficiale 12 settembre 1988, n. 214:
    «Art. 17 (Regolamenti). – 3 Con decreto ministeriale
    possono essere adottati regolamenti nelle materie di
    competenza del ministro o di autorita’ sottordinate al
    ministro, quando la legge espressamente conferisca tale
    potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di piu’
    ministri, possono essere adottati con decreti
    interministeriali, ferma restando la necessita’ di apposita
    autorizzazione da parte della legge. I regolamenti
    ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme
    contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo.
    Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio
    dei ministri prima della loro emanazione.»
    – Il testo del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
    123 recante «Disposizioni per la razionalizzazione degli
    interventi di sostegno pubblico alle imprese, a norma
    dell’art. 4, comma 4, lettera c), della legge 15 marzo
    1997, n. 59», e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 30
    aprile 1998, n. 99.
    – Si riporta il testo del comma 4, lettera c),
    dell’art. 4 della legge 15 marzo 1997, n. 59 (Delega al
    Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle
    regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica
    Amministrazione e per la semplificazione amministrativa),
    pubblicata nel Supplemento Ordinario alla Gazzetta
    Ufficiale 17 marzo 1997, n. 63:
    « Art. 4. – (Omissis).
    4. Con i decreti legislativi di cui all’art. 1 il
    Governo provvede anche a:
    a) delegare alle regioni i compiti di programmazione
    in materia di servizi pubblici di trasporto di interesse
    regionale e locale; attribuire alle regioni il compito di
    definire, d’intesa con gli enti locali, il livello dei
    servizi minimi qualitativamente e quantitativamente
    sufficienti a soddisfare la domanda di mobilita’ dei
    cittadini, servizi i cui costi sono a carico dei bilanci
    regionali, prevedendo che i costi dei servizi ulteriori
    rispetto a quelli minimi siano a carico degli enti locali
    che ne programmino l’esercizio; prevedere che l’attuazione
    delle deleghe e l’attribuzione delle relative risorse alle
    regioni siano precedute da appositi accordi di programma
    tra il Ministro dei trasporti e della navigazione e le
    regioni medesime, sempreche’ gli stessi accordi siano
    perfezionati entro il 30 giugno 1999;
    b) prevedere che le regioni e gli enti locali,
    nell’ambito delle rispettive competenze, regolino
    l’esercizio dei servizi con qualsiasi modalita’ effettuati
    e in qualsiasi forma affidati, sia in concessione che nei
    modi di cui agli articoli 22 e 25 della legge 8 giugno
    1990, n. 142 , mediante contratti di servizio pubblico, che
    rispettino gli articoli 2 e 3 del regolamento (CEE) n.
    1191/69 ed il regolamento (CEE) n. 1893/91, che abbiano
    caratteristiche di certezza finanziaria e copertura di
    bilancio e che garantiscano entro il 1° gennaio 2000 il
    conseguimento di un rapporto di almeno 0,35 tra ricavi da
    traffico e costi operativi, al netto dei costi di
    infrastruttura previa applicazione della direttiva
    91/440/CEE del Consiglio del 29 luglio 1991 ai trasporti
    ferroviari di interesse regionale e locale; definire le
    modalita’ per incentivare il superamento degli assetti
    monopolistici nella gestione dei servizi di trasporto
    urbano e extraurbano e per introdurre regole di
    concorrenzialita’ nel periodico affidamento dei servizi;
    definire le modalita’ di subentro delle regioni entro il 1°
    gennaio 2000 con propri autonomi contratti di servizio
    regionale al contratto di servizio pubblico tra Stato e
    Ferrovie dello Stato Spa per servizi di interesse locale e
    regionale;
    c) ridefinire, riordinare e razionalizzare, sulla
    base dei principi e criteri di cui al comma 3 del presente
    articolo, al comma 1 dell’art. 12 e agli articoli 14, 17 e
    20, comma 5, per quanto possibile individuando momenti
    decisionali unitari, la disciplina relativa alle attivita’
    economiche ed industriali, in particolare per quanto
    riguarda il sostegno e lo sviluppo delle imprese operanti
    nell’industria, nel commercio, nell’artigianato, nel
    comparto agroindustriale e nei servizi alla produzione; per
    quanto riguarda le politiche regionali, strutturali e di
    coesione della Unione europea, ivi compresi gli interventi
    nelle aree depresse del territorio nazionale, la ricerca
    applicata, l’innovazione tecnologica, la promozione della
    internazionalizzazione e della competitivita’ delle imprese
    nel mercato globale e la promozione della razionalizzazione
    della rete commerciale anche in relazione all’obiettivo del
    contenimento dei prezzi e dell’efficienza della
    distribuzione; per quanto riguarda la cooperazione nei
    settori produttivi e il sostegno dell’occupazione; per
    quanto riguarda le attivita’ relative alla realizzazione,
    all’ampliamento, alla ristrutturazione e riconversione
    degli impianti industriali, all’avvio degli impianti
    medesimi e alla creazione, ristrutturazione e
    valorizzazione di aree industriali ecologicamente
    attrezzate, con particolare riguardo alle dotazioni ed
    impianti di tutela dell’ambiente, della sicurezza e della
    salute pubblica.».
    – Si riporta il testo dell’art. 1 della legge 26
    ottobre 2016, n. 198 (Istituzione del Fondo per il
    pluralismo e l’innovazione dell’informazione e deleghe al
    Governo per la ridefinizione della disciplina del sostegno
    pubblico per il settore dell’editoria e dell’emittenza
    radiofonica e televisiva locale, della disciplina di
    profili pensionistici dei giornalisti e della composizione
    e delle competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei
    giornalisti. Procedura per l’affidamento in concessione del
    servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale),
    pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 31 ottobre 2016, n.
    255:
    «Art. 1 (Istituzione del Fondo per il pluralismo e
    l’innovazione dell’informazione). – 1. Al fine di
    assicurare la piena attuazione dei principi di cui all’art.
    21 della Costituzione, in materia di diritti, liberta’,
    indipendenza e pluralismo dell’informazione, nonche’ di
    incentivare l’innovazione dell’offerta informativa e dei
    processi di distribuzione e di vendita, la capacita’ delle
    imprese del settore di investire e di acquisire posizioni
    di mercato sostenibili nel tempo, nonche’ lo sviluppo di
    nuove imprese editrici anche nel campo dell’informazione
    digitale, e’ istituito nello stato di previsione del
    Ministero dell’economia e delle finanze il Fondo per il
    pluralismo e l’innovazione dell’informazione, di cui
    all’art. 1, comma 160, primo periodo, lettera b), della
    legge 28 dicembre 2015, n. 208, come sostituita dall’art.
    10, comma 1, della presente legge, di seguito denominato
    «Fondo».
    2. Nel Fondo confluiscono:
    a) le risorse statali destinate alle diverse forme di
    sostegno all’editoria quotidiana e periodica, anche
    digitale, comprese le risorse disponibili del Fondo
    straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria,
    di cui all’art. 1, comma 261, della legge 27 dicembre 2013,
    n. 147;
    b) le risorse statali destinate all’emittenza
    radiofonica e televisiva in ambito locale, iscritte nello
    stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico
    ai sensi dell’art. 1, comma 162, della legge 28 dicembre
    2015, n. 208;
    c) una quota, fino ad un importo massimo di 100
    milioni di euro per l’anno 2016 e 125 milioni di euro per
    ciascuno degli anni 2017 e 2018, delle eventuali maggiori
    entrate versate a titolo di canone di abbonamento alla
    televisione, di cui all’art. 1, comma 160, primo periodo,
    lettera b), della legge 28 dicembre 2015, n. 208, come
    sostituita dall’art. 10, comma 1, della presente legge;
    d) le somme derivanti dal gettito annuale di un
    contributo di solidarieta’ pari allo 0,1 per cento del
    reddito complessivo dei seguenti soggetti passivi
    dell’imposta di cui all’art. 73 del testo unico delle
    imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della
    Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917:
    1) concessionari della raccolta pubblicitaria sulla
    stampa quotidiana e periodica e sui mezzi di comunicazione
    radiotelevisivi e digitali;
    2) societa’ operanti nel settore dell’informazione
    e della comunicazione che svolgano raccolta pubblicitaria
    diretta, in tale caso calcolandosi il reddito complessivo
    con riguardo alla parte proporzionalmente corrispondente,
    rispetto all’ammontare dei ricavi totali, allo specifico
    ammontare dei ricavi derivanti da tale attivita’;
    3) altri soggetti che esercitino l’attivita’ di
    intermediazione nel mercato della pubblicita’ attraverso la
    ricerca e l’acquisto, per conto di terzi, di spazi sui
    mezzi di informazione e di comunicazione, con riferimento a
    tutti i tipi di piattaforme trasmissive, compresa la rete
    internet.
    3. Le somme di cui al comma 2, lettera d), sono versate
    all’entrata del bilancio dello Stato per essere destinate
    al Fondo.
    4. Il Fondo e’ annualmente ripartito tra la Presidenza
    del Consiglio dei ministri e il Ministero dello sviluppo
    economico, per gli interventi di rispettiva competenza,
    sulla base dei criteri stabiliti con decreto del Presidente
    del Consiglio dei ministri, adottato di concerto con i
    Ministri dello sviluppo economico e dell’economia e delle
    finanze. Le somme non impegnate in ciascun esercizio
    possono esserlo in quello successivo. Le risorse di cui
    alle lettere c) e d) del comma 2 sono comunque ripartite al
    50 per cento tra le due amministrazioni; i criteri di
    ripartizione delle risorse di cui alle lettere a) e b) del
    medesimo comma 2 tengono conto delle proporzioni esistenti
    tra le risorse destinate al sostegno dell’editoria
    quotidiana e periodica e quelle destinate all’emittenza
    radiofonica e televisiva a livello locale. Il decreto di
    cui al primo periodo puo’ prevedere che una determinata
    percentuale del Fondo sia destinata al finanziamento di
    progetti comuni che incentivino l’innovazione dell’offerta
    informativa nel campo dell’informazione digitale attuando
    obiettivi di convergenza multimediale. Con decreto del
    Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il
    Ministro dello sviluppo economico, sono definiti i
    requisiti soggettivi, i criteri e le modalita’ per la
    concessione di tali finanziamenti; lo schema di tale
    decreto e’ trasmesso alle Camere per l’espressione dei
    pareri delle Commissioni parlamentari competenti per
    materia, che si pronunciano nel termine di sessanta giorni
    dalla data di trasmissione, decorso il quale il decreto
    puo’ comunque essere adottato. Il Presidente del Consiglio
    dei ministri, qualora non intenda conformarsi ai pareri
    parlamentari, trasmette nuovamente il testo alle Camere con
    le sue osservazioni e con eventuali modificazioni,
    corredate dei necessari elementi integrativi di
    informazione e motivazione. Le Commissioni competenti per
    materia possono esprimersi sulle osservazioni del
    Presidente del Consiglio dei ministri entro il termine di
    dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso
    tale termine, il decreto puo’ comunque essere adottato.
    5. Con regolamento da adottare ai sensi dell’art. 17,
    comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta
    del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con
    i Ministri dell’economia e delle finanze e dello sviluppo
    economico, sono stabiliti i soggetti beneficiari, i
    requisiti di ammissione, le modalita’, i termini e le
    procedure per l’erogazione di un contributo per il sostegno
    delle spese sostenute per l’utilizzo di servizi di
    telefonia e di connessione dati in luogo delle riduzioni
    tariffarie di cui all’art. 28, primo, secondo e terzo
    comma, della legge 5 agosto 1981, n. 416, all’art. 11 della
    legge 25 febbraio 1987, n. 67, agli articoli 7 e 8 della
    legge 7 agosto 1990, n. 250, e all’art. 23, comma 3, della
    legge 6 agosto 1990, n. 223. Sullo schema del regolamento
    di cui al primo periodo e’ acquisito il parere delle
    competenti Commissioni parlamentari, da esprimere entro
    sessanta giorni dalla ricezione. Decorso tale termine il
    regolamento e’ comunque emanato. Dalla data di entrata in
    vigore delle disposizioni regolamentari di cui al primo
    periodo sono abrogate le disposizioni vigenti, anche di
    legge, con esse incompatibili, alla cui ricognizione si
    procede in sede di adozione delle medesime disposizioni
    regolamentari. Con il medesimo regolamento sono altresi’
    stabilite procedure amministrative semplificate ai fini
    della riduzione dei tempi di conclusione dei provvedimenti
    di liquidazione delle agevolazioni previste dal citato art.
    28, primo, secondo e terzo comma, della legge n. 416 del
    1981, anche relativamente agli anni pregressi. Il
    contributo di cui al primo periodo del presente comma e’
    concesso nel limite delle risorse allo scopo destinate dal
    decreto di cui al primo periodo del comma 4.
    6. Con decreto del Presidente del Consiglio dei
    ministri e’ annualmente stabilita la destinazione delle
    risorse ai diversi interventi di competenza della
    Presidenza del Consiglio dei ministri.
    7. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’
    autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
    variazioni di bilancio negli stati di previsione
    interessati, anche nel conto dei residui.».
    – Si riporta il testo dell’art. 57-bis del
    decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50 (Disposizioni urgenti
    in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti
    territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da
    eventi sismici e misure per lo sviluppo), convertito, con
    modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, come
    modificato dall’art. 4, comma 1, del decreto-legge 16
    ottobre 2017, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla
    legge 4 dicembre 2017, n. 172, pubblicato nel Supplemento
    Ordinario alla Gazzetta Ufficiale 24 aprile 2017, n. 95:
    «Art. 57-bis (Incentivi fiscali agli investimenti
    pubblicitari incrementali su quotidiani, periodici e sulle
    emittenti televisive e radiofoniche locali e misure di
    sostegno alle imprese editoriali di nuova costituzione). –
    1. A decorrere dall’anno 2018, alle imprese, ai lavoratori
    autonomi e agli enti non commerciali che effettuano
    investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa
    quotidiana e periodica anche on-line e sulle emittenti
    televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, il
    cui valore superi almeno dell’1 per cento gli analoghi
    investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione
    nell’anno precedente, e’ attribuito un contributo, sotto
    forma di credito d’imposta, pari al 75 per cento del valore
    incrementale degli investimenti effettuati, elevato al 90
    per cento nel caso di microimprese, piccole e medie imprese
    e start up innovative, nel limite massimo complessivo di
    spesa stabilito ai sensi del comma 3. Il credito d’imposta
    e’ utilizzabile esclusivamente in compensazione, ai sensi
    dell’art. 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241,
    previa istanza diretta al Dipartimento per l’informazione e
    l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri. Con
    decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su
    proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto
    con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare
    ai sensi dell’art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400,
    nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato,
    entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore
    della legge di conversione del presente decreto, sono
    stabiliti le modalita’ e i criteri di attuazione delle
    disposizioni di cui al presente comma, con particolare
    riguardo agli investimenti che danno accesso al beneficio,
    ai casi di esclusione, alle procedure di concessione e di
    utilizzo del beneficio, alla documentazione richiesta,
    all’effettuazione dei controlli e alle modalita’
    finalizzate ad assicurare il rispetto del limite di spesa
    di cui al comma 3. Agli eventuali adempimenti europei,
    nonche’ a quelli relativi al Registro nazionale degli aiuti
    di Stato, provvede il Dipartimento per l’informazione e
    l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri.
    2. Per favorire la realizzazione di progetti
    innovativi, anche con lo scopo di rimuovere stili di
    comunicazione sessisti e lesivi dell’identita’ femminile, e
    idonei a promuovere la piu’ ampia fruibilita’ di contenuti
    informativi multimediali e la maggiore diffusione dell’uso
    delle tecnologie digitali, e’ emanato annualmente, con
    decreto del capo del Dipartimento per l’informazione e
    l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, un
    bando per l’assegnazione di finanziamenti alle imprese
    editrici di nuova costituzione.
    3. Per la concessione del credito di imposta di cui al
    comma 1 e’ autorizzata la spesa di 62,5 milioni di euro per
    l’anno 2018, che costituisce tetto di spesa. Agli oneri
    derivanti dal periodo precedente, pari a 62,5 milioni di
    euro per l’anno 2018, si provvede mediante corrispondente
    riduzione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione
    dell’informazione, di cui all’art. 1 della legge 26 ottobre
    2016, n. 198. La predetta riduzione del Fondo e’ da
    imputare per 50 milioni di euro sulla quota spettante alla
    Presidenza del Consiglio dei ministri e per 12,5 milioni di
    euro sulla quota spettante al Ministero dello sviluppo
    economico. Le risorse destinate al riconoscimento del
    credito d’imposta medesimo sono iscritte nel pertinente
    capitolo dello stato di previsione del Ministero
    dell’economia e delle finanze e sono trasferite nella
    contabilita’ speciale n. 1778 «Agenzia delle entrate –
    fondi di bilancio» per le necessarie regolazioni contabili.
    Agli oneri derivanti dall’attuazione del comma 2 si
    provvede mediante utilizzo delle risorse del Fondo per il
    pluralismo e l’innovazione dell’informazione, di cui
    all’art. 1 della legge 26 ottobre 2016, n. 198. I
    finanziamenti da assegnare ai sensi del comma 2 sono
    concessi, mediante utilizzo delle risorse del medesimo
    Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione,
    nel limite massimo di spesa, che costituisce tetto
    all’erogazione del beneficio, stabilito annualmente con il
    decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui
    all’art. 1, comma 6, della predetta legge n. 198 del 2016,
    nell’ambito della quota delle risorse del Fondo destinata
    agli interventi di competenza della Presidenza del
    Consiglio dei ministri. Il Ministro dell’economia e delle
    finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le
    occorrenti variazioni di bilancio.
    3-bis. Ai fini della prima applicazione del comma 1,
    una quota pari a 20 milioni di euro, a valere sulla quota
    di spettanza della Presidenza del Consiglio dei ministri
    dello stanziamento relativo all’annualita’ 2018, e’
    destinata al riconoscimento del credito d’imposta
    esclusivamente sugli investimenti pubblicitari incrementali
    sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, di cui
    al comma 1 effettuati dal 24 giugno 2017 al 31 dicembre
    2017, purche’ il loro valore superi almeno dell’1 per cento
    l’ammontare degli analoghi investimenti pubblicitari
    effettuati dai medesimi soggetti sugli stessi mezzi di
    informazione nel corrispondente periodo dell’anno 2016.
    4. Le amministrazioni interessate provvedono allo
    svolgimento delle attivita’ amministrative inerenti alle
    disposizioni di cui al presente articolo nell’ambito delle
    risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a
    legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori
    oneri per la finanza pubblica.».
    – Si riporta il testo dell’art. 17 del decreto
    legislativo 9 luglio 1997, n. 241 (Norme di semplificazione
    degli adempimenti dei contribuenti in sede di dichiarazione
    dei redditi e dell’imposta sul valore aggiunto, nonche’ di
    modernizzazione del sistema di gestione delle
    dichiarazioni), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 28
    luglio 1997, n. 174:
    «Art. 17 (Oggetto). – 1. I contribuenti eseguono
    versamenti unitari delle imposte, dei contributi dovuti
    all’INPS e delle altre somme a favore dello Stato, delle
    regioni e degli enti previdenziali, con eventuale
    compensazione dei crediti, dello stesso periodo, nei
    confronti dei medesimi soggetti, risultanti dalle
    dichiarazioni e dalle denunce periodiche presentate
    successivamente alla data di entrata in vigore del presente
    decreto. Tale compensazione deve essere effettuata entro la
    data di presentazione della dichiarazione successiva. La
    compensazione del credito annuale o relativo a periodi
    inferiori all’anno dell’imposta sul valore aggiunto, per
    importi superiori a 5.000 euro annui, puo’ essere
    effettuata a partire dal decimo giorno successivo a quello
    di presentazione della dichiarazione o dell’istanza da cui
    il credito emerge.
    2. Il versamento unitario e la compensazione riguardano
    i crediti e i debiti relativi:
    a) alle imposte sui redditi, alle relative
    addizionali e alle ritenute alla fonte riscosse mediante
    versamento diretto ai sensi dell’art. 3 del decreto del
    Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602; per
    le ritenute di cui al secondo comma del citato art. 3 resta
    ferma la facolta’ di eseguire il versamento presso la
    competente sezione di tesoreria provinciale dello Stato; in
    tal caso non e’ ammessa la compensazione;
    b) all’imposta sul valore aggiunto dovuta ai sensi
    degli articoli 27 e 33 del decreto del Presidente della
    Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e quella dovuta dai
    soggetti di cui all’art. 74;
    c) alle imposte sostitutive delle imposte sui redditi
    e dell’imposta sul valore aggiunto;
    d) all’imposta prevista dall’art. 3, comma 143,
    lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662;
    e) ai contributi previdenziali dovuti da titolari di
    posizione assicurativa in una delle gestioni amministrate
    da enti previdenziali, comprese le quote associative;
    f) ai contributi previdenziali ed assistenziali
    dovuti dai datori di lavoro e dai committenti di
    prestazioni di collaborazione coordinata e continuativa di
    cui all’art. 49, comma 2, lettera a), del testo unico delle
    imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente
    della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;
    g) ai premi per l’assicurazione contro gli infortuni
    sul lavoro e le malattie professionali dovuti ai sensi del
    testo unico approvato con decreto del Presidente della
    Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124;
    h) agli interessi previsti in caso di pagamento
    rateale ai sensi dell’art. 20;
    h-bis) al saldo per il 1997 dell’imposta sul
    patrimonio netto delle imprese, istituita con decreto-legge
    30 settembre 1992, n. 394, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 26 novembre 1992, n. 461, e del contributo al
    Servizio sanitario nazionale di cui all’art. 31 della legge
    28 febbraio 1986, n. 41, come da ultimo modificato
    dall’art. 4 del decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 22 marzo 1995,
    n. 85;
    h-ter) alle altre entrate individuate con decreto del
    Ministro delle finanze, di concerto con il Ministro del
    tesoro, del bilancio e della programmazione economica, e
    con i Ministri competenti per settore;
    h-quater) al credito d’imposta spettante agli
    esercenti sale cinematografiche;
    h-quinquies) alle somme che i soggetti tenuti alla
    riscossione dell’incremento all’addizionale comunale
    debbono riversare all’INPS, ai sensi dell’art. 6-quater del
    decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43, e
    successive modificazioni.
    2-bis.
    2-ter. Qualora il credito di imposta utilizzato in
    compensazione risulti superiore all’importo previsto dalle
    disposizioni che fissano il limite massimo dei crediti
    compensabili ai sensi del presente articolo, il modello F24
    e’ scartato. La progressiva attuazione della disposizione
    di cui al periodo precedente e’ fissata con provvedimenti
    del direttore dell’Agenzia delle entrate. Con provvedimento
    del direttore dell’Agenzia delle entrate sono altresi’
    indicate le modalita’ con le quali lo scarto e’ comunicato
    al soggetto interessato.».
    – Il testo del decreto del Presidente della Repubblica
    22 dicembre 1986, n. 917 (Approvazione del testo unico
    delle imposte sui redditi – Testo post riforma 2004),
    pubblicato nel Supplemento Ordinario alla Gazzetta
    Ufficiale 31 dicembre 1986, n. 302.
    – Si riporta il testo del comma 6 dell’art. 1 del
    decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40 (Disposizioni urgenti
    tributarie e finanziarie in materia di contrasto alle frodi
    fiscali internazionali e nazionali operate, tra l’altro,
    nella forma dei cosiddetti «caroselli» e «cartiere», di
    potenziamento e razionalizzazione della riscossione
    tributaria anche in adeguamento alla normativa comunitaria,
    di destinazione dei gettiti recuperati al finanziamento di
    un Fondo per incentivi e sostegno della domanda in
    particolari settori), convertito, con modificazioni, dalla
    legge 22 maggio 2010, n. 73, pubblicato nella Gazzetta
    Ufficiale 26 marzo 2010, n. 71:
    «Art. 1 (Disposizioni in materia di contrasto alle
    frodi fiscali e finanziarie internazionali e nazionali
    operate, tra l’altro, nella forma dei cosiddetti
    «caroselli» e «cartiere»). – (Omissis).
    6. Al fine di contrastare fenomeni di utilizzo
    illegittimo dei crediti d’imposta e per accelerare le
    procedure di recupero nei casi di utilizzo illegittimo dei
    crediti d’imposta agevolativi la cui fruizione e’
    autorizzata da amministrazioni ed enti pubblici, anche
    territoriali, l’Agenzia delle entrate trasmette a tali
    amministrazioni ed enti, tenuti al detto recupero, entro i
    termini e secondo le modalita’ telematiche stabiliti con
    provvedimenti dirigenziali generali adottati d’intesa, i
    dati relativi ai predetti crediti utilizzati in diminuzione
    delle imposte dovute, nonche’ ai sensi dell’art. 17 del
    decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Le somme
    recuperate sono riversate all’entrata del bilancio dello
    Stato e restano acquisite all’erario. Resta ferma
    l’alimentazione della contabilita’ speciale n. 1778
    «Agenzia delle entrate-fondi di bilancio» da parte delle
    amministrazioni e degli enti pubblici gestori dei crediti
    d’imposta, sulla base degli stanziamenti previsti a
    legislazione vigente per le compensazioni esercitate dai
    contribuenti ai sensi dell’art. 17 del decreto legislativo
    9 luglio 1997, n. 241, attraverso i codici tributo
    appositamente istituiti.».
    – Il testo della Raccomandazione della Commissione
    2003/361/CE del 6 maggio 2003 recante la definizione delle
    microimprese, piccole e medie imprese, e’ pubblicato nella
    G.U.U.E. n. L124 del 20 maggio 2003.
    – Si riporta il testo dell’art. 25 del decreto-legge 18
    ottobre 2012, n. 179 (Ulteriori misure urgenti per la
    crescita del Paese), convertito, con modificazione dalla
    Legge 17 dicembre 2012, n. 221, pubblicato nel Supplemento
    Ordinario alla Gazzetta Ufficiale 19 ottobre 2012, n. 245:
    «Art. 25 (Start-up innovativa e incubatore certificato:
    finalita’, definizione e pubblicita’). – 1. Le presenti
    disposizioni sono dirette a favorire la crescita
    sostenibile, lo sviluppo tecnologico, la nuova
    imprenditorialita’ e l’occupazione, in particolare
    giovanile, con riguardo alle imprese start-up innovative,
    come definite al successivo comma 2 e coerentemente con
    quanto individuato nel Programma nazionale di riforma 2012,
    pubblicato in allegato al Documento di economia e finanza
    (DEF) del 2012 e con le raccomandazioni e gli orientamenti
    formulati dal Consiglio dei Ministri dell’Unione europea.
    Le disposizioni della presente sezione intendono
    contestualmente contribuire allo sviluppo di nuova cultura
    imprenditoriale, alla creazione di un contesto maggiormente
    favorevole all’innovazione, cosi’ come a promuovere
    maggiore mobilita’ sociale e ad attrarre in Italia talenti,
    imprese innovative e capitali dall’estero.
    2. Ai fini del presente decreto, l’impresa start-up
    innovativa, di seguito «start-up innovativa», e’ la
    societa’ di capitali, costituita anche in forma
    cooperativa, le cui azioni o quote rappresentative del
    capitale sociale non sono quotate su un mercato
    regolamentato o su un sistema multilaterale di
    negoziazione, che possiede i seguenti requisiti:
    a).
    b) e’ costituita da non piu’ di sessanta mesi;
    c) e’ residente in Italia ai sensi dell’art. 73 del
    decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
    n. 917, o in uno degli Stati membri dell’Unione europea o
    in Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico
    europeo, purche’ abbia una sede produttiva o una filiale in
    Italia;
    d) a partire dal secondo anno di attivita’ della
    start-up innovativa, il totale del valore della produzione
    annua, cosi’ come risultante dall’ultimo bilancio approvato
    entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio, non e’
    superiore a 5 milioni di euro;
    e) non distribuisce, e non ha distribuito, utili;
    f) ha, quale oggetto sociale esclusivo o prevalente,
    lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di
    prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
    g) non e’ stata costituita da una fusione, scissione
    societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di
    azienda;
    h) possiede almeno uno dei seguenti ulteriori
    requisiti:
    1) le spese in ricerca e sviluppo sono uguali o
    superiori al 15 per cento del maggiore valore fra costo e
    valore totale della produzione della start-up innovativa.
    Dal computo per le spese in ricerca e sviluppo sono escluse
    le spese per l’acquisto e la locazione di beni immobili. Ai
    fini di questo provvedimento, in aggiunta a quanto previsto
    dai principi contabili, sono altresi’ da annoverarsi tra le
    spese in ricerca e sviluppo: le spese relative allo
    sviluppo precompetitivo e competitivo, quali
    sperimentazione, prototipazione e sviluppo del business
    plan, le spese relative ai servizi di incubazione forniti
    da incubatori certificati, i costi lordi di personale
    interno e consulenti esterni impiegati nelle attivita’ di
    ricerca e sviluppo, inclusi soci ed amministratori, le
    spese legali per la registrazione e protezione di
    proprieta’ intellettuale, termini e licenze d’uso. Le spese
    risultano dall’ultimo bilancio approvato e sono descritte
    in nota integrativa. In assenza di bilancio nel primo anno
    di vita, la loro effettuazione e’ assunta tramite
    dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante della
    start-up innovativa;
    2) impiego come dipendenti o collaboratori a
    qualsiasi titolo, in percentuale uguale o superiore al
    terzo della forza lavoro complessiva, di personale in
    possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta
    svolgendo un dottorato di ricerca presso un’universita’
    italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che
    abbia svolto, da almeno tre anni, attivita’ di ricerca
    certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati,
    in Italia o all’estero, ovvero, in percentuale uguale o
    superiore a due terzi della forza lavoro complessiva, di
    personale in possesso di laurea magistrale ai sensi
    dell’art. 3 del regolamento di cui al decreto del Ministro
    dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca 22
    ottobre 2004, n. 270;
    3) sia titolare o depositaria o licenziataria di
    almeno una privativa industriale relativa a una invenzione
    industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a
    semiconduttori o a una nuova varieta’ vegetale ovvero sia
    titolare dei diritti relativi ad un programma per
    elaboratore originario registrato presso il Registro
    pubblico speciale per i programmi per elaboratore, purche’
    tali privative siano direttamente afferenti all’oggetto
    sociale e all’attivita’ di impresa.
    3. Le societa’ gia’ costituite alla data di entrata in
    vigore della legge di conversione del presente decreto e in
    possesso dei requisiti previsti dal comma 2, sono
    considerate start-up innovative ai fini del presente
    decreto se depositano presso l’Ufficio del registro delle
    imprese, di cui all’art. 2188 del codice civile, una
    dichiarazione sottoscritta dal rappresentante legale che
    attesti il possesso dei requisiti previsti dal comma 2. In
    tal caso, la disciplina di cui alla presente sezione trova
    applicazione per un periodo di quattro anni dalla data di
    entrata in vigore del presente decreto, se la start-up
    innovativa e’ stata costituita entro i due anni precedenti,
    di tre anni, se e’ stata costituita entro i tre anni
    precedenti, e di due anni, se e’ stata costituita entro i
    quattro anni precedenti.
    4. Ai fini del presente decreto, sono start-up a
    vocazione sociale le start-up innovative di cui ai commi 2
    e 3 che operano in via esclusiva nei settori indicati
    all’art. 2, comma 1, del decreto legislativo 24 marzo 2006,
    n. 155.
    5. Ai fini del presente decreto, l’incubatore di
    start-up innovative certificato, di seguito: «incubatore
    certificato» e’ una societa’ di capitali, costituita anche
    in forma cooperativa, di diritto italiano ovvero una
    Societas Europaea, residente in Italia ai sensi dell’art.
    73 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre
    1986, n. 917, che offre servizi per sostenere la nascita e
    lo sviluppo di start-up innovative ed e’ in possesso dei
    seguenti requisiti:
    a) dispone di strutture, anche immobiliari, adeguate
    ad accogliere start-up innovative, quali spazi riservati
    per poter installare attrezzature di prova, test, verifica
    o ricerca;
    b) dispone di attrezzature adeguate all’attivita’
    delle start-up innovative, quali sistemi di accesso in
    banda ultralarga alla rete internet, sale riunioni,
    macchinari per test, prove o prototipi;
    c) e’ amministrato o diretto da persone di
    riconosciuta competenza in materia di impresa e innovazione
    e ha a disposizione una struttura tecnica e di consulenza
    manageriale permanente;
    d) ha regolari rapporti di collaborazione con
    universita’, centri di ricerca, istituzioni pubbliche e
    partner finanziari che svolgono attivita’ e progetti
    collegati a start-up innovative;
    e) ha adeguata e comprovata esperienza nell’attivita’
    di sostegno a start-up innovative, la cui sussistenza e’
    valutata ai sensi del comma 7.
    6. Il possesso dei requisiti di cui alle lettere a),
    b), c), d) del comma 5 e’ autocertificato dall’incubatore
    di start-up innovative, mediante dichiarazione sottoscritta
    dal rappresentante legale, al momento dell’iscrizione alla
    sezione speciale del registro delle imprese di cui al comma
    8, sulla base di indicatori e relativi valori minimi che
    sono stabiliti con decreto del Ministero dello sviluppo
    economico da adottarsi entro 60 giorni dalla data di
    entrata in vigore della legge di conversione del presente
    decreto.
    7. Il possesso del requisito di cui alla lettera e) del
    comma 5 e’ autocertificato dall’incubatore di start-up
    innovative, mediante dichiarazione sottoscritta dal
    rappresentante legale presentata al registro delle imprese,
    sulla base di valori minimi individuati con il medesimo
    decreto del Ministero dello sviluppo economico di cui al
    comma 6 con riferimento ai seguenti indicatori:
    a) numero di candidature di progetti di costituzione
    e/o incubazione di start-up innovative ricevute e valutate
    nel corso dell’anno;
    b) numero di start-up innovative avviate e ospitate
    nell’anno;
    c) numero di start-up innovative uscite nell’anno;
    d) numero complessivo di collaboratori e personale
    ospitato;
    e) percentuale di variazione del numero complessivo
    degli occupati rispetto all’anno, precedente;
    f) tasso di crescita media del valore della
    produzione delle start-up innovative incubate;
    g) capitali di rischio ovvero finanziamenti, messi a
    disposizione dall’Unione europea, dallo Stato e dalle
    regioni, raccolti a favore delle start-up innovative
    incubate;
    h) numero di brevetti registrati dalle start-up
    innovative incubate, tenendo conto del relativo settore
    merceologico di appartenenza.
    8. Per le start-up innovative di cui ai commi 2 e 3 e
    per gli incubatori certificati di cui al comma 5, le Camere
    di commercio, industria, artigianato e agricoltura
    istituiscono una apposita sezione speciale del registro
    delle imprese di cui all’art. 2188 del codice civile, a cui
    la start-up innovativa e l’incubatore certificato devono
    essere iscritti al fine di poter beneficiare della
    disciplina della presente sezione.
    9. Ai fini dell’iscrizione nella sezione speciale del
    registro delle imprese di cui al comma 8, la sussistenza
    dei requisiti per l’identificazione della start-up
    innovativa e dell’incubatore certificato di cui
    rispettivamente al comma 2 e al comma 5 e’ attestata
    mediante apposita autocertificazione prodotta dal legale
    rappresentante e depositata presso l’ufficio del registro
    delle imprese.
    10. La sezione speciale del registro delle imprese di
    cui al comma 8 consente la condivisione, nel rispetto della
    normativa sulla tutela dei dati personali, delle
    informazioni relative, per la start-up innovativa:
    all’anagrafica, all’attivita’ svolta, ai soci fondatori e
    agli altri collaboratori, al bilancio, ai rapporti con gli
    altri attori della filiera quali incubatori o investitori;
    per gli incubatori certificati: all’anagrafica,
    all’attivita’ svolta, al bilancio, cosi’ come ai requisiti
    previsti al comma 5.
    11. Le informazioni di cui al comma 12, per la start-up
    innovativa, e 13, per l’incubatore certificato, sono rese
    disponibili, assicurando la massima trasparenza e
    accessibilita’, per via telematica o su supporto
    informatico in formato tabellare gestibile da motori di
    ricerca, con possibilita’ di elaborazione e ripubblicazione
    gratuita da parte di soggetti terzi. Le imprese start-up
    innovative e gli incubatori certificati assicurano
    l’accesso informatico alle suddette informazioni dalla home
    page del proprio sito Internet.
    12. La start-up innovativa e’ automaticamente iscritta
    alla sezione speciale del registro delle imprese di cui al
    comma 8, a seguito della compilazione e presentazione della
    domanda in formato elettronico, contenente le seguenti
    informazioni:
    a) data e luogo di costituzione, nome e indirizzo del
    notaio;
    b) sede principale ed eventuali sedi periferiche;
    c) oggetto sociale;
    d) breve descrizione dell’attivita’ svolta, comprese
    l’attivita’ e le spese in ricerca e sviluppo;
    e) elenco dei soci, con trasparenza rispetto a
    fiduciarie, holding ove non iscritte nel registro delle
    imprese di cui all’art. 8 della legge 29 dicembre 1993, n.
    580, e successive modificazioni, con autocertificazione di
    veridicita’;
    f) elenco delle societa’ partecipate;
    g) indicazione dei titoli di studio e delle
    esperienze professionali dei soci e del personale che
    lavora nella start-up innovativa, esclusi eventuali dati
    sensibili;
    h) indicazione dell’esistenza di relazioni
    professionali, di collaborazione o commerciali con
    incubatori certificati, investitori istituzionali e
    professionali, universita’ e centri di ricerca;
    i) ultimo bilancio depositato, nello standard XBRL;
    l) elenco dei diritti di privativa su proprieta’
    industriale e intellettuale.
    13. L’incubatore certificato e’ automaticamente
    iscritto alla sezione speciale del registro delle imprese
    di cui al comma 8, a seguito della compilazione e
    presentazione della domanda in formato elettronico,
    contenente le seguenti informazioni recanti i valori degli
    indicatori, di cui ai commi 6 e 7, conseguiti
    dall’incubatore certificato alla data di iscrizione:
    a) data e luogo di costituzione, nome e indirizzo del
    notaio;
    b) sede principale ed eventuali sedi periferiche;
    c) oggetto sociale;
    d) breve descrizione dell’attivita’ svolta;
    e) elenco delle strutture e attrezzature disponibili
    per lo svolgimento della propria attivita’;
    f) indicazione delle esperienze professionali del
    personale che amministra e dirige l’incubatore certificato,
    esclusi eventuali dati sensibili;
    g) indicazione dell’esistenza di collaborazioni con
    universita’ e centri di ricerca, istituzioni pubbliche e
    partner finanziari;
    h) indicazione dell’esperienza acquisita
    nell’attivita’ di sostegno a start-up innovative.
    14. Le informazioni di cui ai commi 12 e 13 debbono
    essere aggiornate con cadenza non superiore a sei mesi e
    sono sottoposte al regime di pubblicita’ di cui al comma
    10.
    15. Entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio e
    comunque entro sei mesi dalla chiusura di ciascun
    esercizio, il rappresentante legale della start-up
    innovativa o dell’incubatore certificato attesta il
    mantenimento del possesso dei requisiti previsti
    rispettivamente dal comma 2 e dal comma 5 e deposita tale
    dichiarazione presso l’ufficio del registro delle imprese.
    16. Entro 60 giorni dalla perdita dei requisiti di cui
    ai commi 2 e 5 la start-up innovativa o l’incubatore
    certificato sono cancellati d’ufficio dalla sezione
    speciale del registro delle imprese di cui al presente
    articolo, permanendo l’iscrizione alla sezione ordinaria
    del registro delle imprese. Ai fini di cui al periodo
    precedente, alla perdita dei requisiti e’ equiparato il
    mancato deposito della dichiarazione di cui al comma 15.
    17. Le Camere di commercio, industria, artigianato e
    agricoltura, provvedono alle attivita’ di cui al presente
    articolo nell’ambito delle dotazioni finanziarie, umane e
    strumentali disponibili a legislazione vigente.».
    – Si riporta il testo dell’art. 52 della legge 24
    dicembre 2012, n. 234 (Norme generali sulla partecipazione
    dell’Italia alla formazione e all’attuazione della
    normativa e delle politiche dell’Unione europea),
    pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 4 gennaio 2013, n. 3:
    «Art. 52 (Registro nazionale degli aiuti di Stato). –
    1. Al fine di garantire il rispetto dei divieti di cumulo e
    degli obblighi di trasparenza e di pubblicita’ previsti
    dalla normativa europea e nazionale in materia di aiuti di
    Stato, i soggetti pubblici o privati che concedono ovvero
    gestiscono i predetti aiuti trasmettono le relative
    informazioni alla banca di dati istituita presso il
    Ministero dello sviluppo economico ai sensi dell’art. 14,
    comma 2, della legge 5 marzo 2001, n. 57, che assume la
    denominazione di “Registro nazionale degli aiuti di Stato”.
    2. Il Registro di cui al comma 1 contiene, in
    particolare, le informazioni concernenti:
    a) gli aiuti di Stato di cui all’art. 107 del
    Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, ivi
    compresi gli aiuti in esenzione dalla notifica;
    b) gli aiuti de minimis come definiti dal regolamento
    (CE) n. 1998/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006,
    e dal regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del
    18 dicembre 2013, nonche’ dalle disposizioni dell’Unione
    europea che saranno successivamente adottate nella medesima
    materia;
    c) gli aiuti concessi a titolo di compensazione per i
    servizi di interesse economico generale, ivi compresi gli
    aiuti de minimis ai sensi del regolamento (UE) n. 360/2012
    della Commissione, del 25 aprile 2012;
    d) l’elenco dei soggetti tenuti alla restituzione
    degli aiuti incompatibili dei quali la Commissione europea
    abbia ordinato il recupero ai sensi dell’art. 16 del
    regolamento (UE) 2015/1589 del Consiglio, del 13 luglio
    2015.
    3. I soggetti di cui al comma 1 sono tenuti ad
    avvalersi del Registro di cui al medesimo comma 1 al fine
    di espletare le verifiche propedeutiche alla concessione o
    all’erogazione degli aiuti di Stato e degli aiuti de
    minimis, comprese quelle relative al rispetto dei massimali
    di aiuto stabiliti dalle norme europee e dei divieti di cui
    all’art. 46 della presente legge, nonche’ al fine di
    consentire il costante aggiornamento dei dati relativi ai
    medesimi aiuti anche attraverso l’inserimento delle
    informazioni relative alle vicende modificative degli
    stessi.
    4. Le informazioni relative agli aiuti di cui al comma
    2, lettere a), b) e c), sono conservate e rese accessibili
    senza restrizioni, fatte salve le esigenze di tutela del
    segreto industriale, per dieci anni dalla data di
    concessione dell’aiuto, salvi i maggiori termini connessi
    all’esistenza di contenziosi o di procedimenti di altra
    natura; le informazioni relative agli aiuti di cui al comma
    2, lettera d), sono conservate e rese accessibili, senza
    restrizioni, fino alla data dell’effettiva restituzione
    dell’aiuto.
    5. Il monitoraggio delle informazioni relative agli
    aiuti di Stato nei settori agricolo e forestale, ivi
    compresi gli aiuti nelle zone rurali, e della pesca e
    acquacoltura continua a essere disciplinato dalla normativa
    europea di riferimento ed e’ assicurato attraverso la piena
    integrazione e interoperabilita’ del Registro di cui al
    comma 1 con i registri gia’ esistenti per i settori
    dell’agricoltura e della pesca.
    6. Con regolamento adottato con decreto del Ministro
    dello sviluppo economico, di concerto con i Ministri
    dell’economia e delle finanze e delle politiche agricole
    alimentari e forestali, ai sensi dell’art. 17, comma 3,
    della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro quattro mesi
    dalla data di entrata in vigore del presente articolo,
    sentita la Conferenza unificata di cui all’art. 8 del
    decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive
    modificazioni, e’ adottata la disciplina per il
    funzionamento del Registro di cui al comma 1 del presente
    articolo, con la definizione delle modalita’ operative per
    la raccolta, la gestione e il controllo dei dati e delle
    informazioni relativi agli aiuti di cui al comma 2,
    compresi i criteri per l’eventuale interoperabilita’ con le
    banche di dati esistenti in materia di agevolazioni
    pubbliche alle imprese. Il predetto regolamento individua
    altresi’, in conformita’ con le pertinenti norme europee in
    materia di aiuti di Stato, i contenuti specifici degli
    obblighi ai fini dei controlli di cui al comma 3, nonche’
    la data a decorrere dalla quale il controllo relativo agli
    aiuti de minimis di cui al comma 2 gia’ concessi avviene
    esclusivamente tramite il medesimo Registro, nel rispetto
    dei termini stabiliti dall’art. 6, paragrafo 2, del citato
    regolamento (UE) n. 1407/2013. Fino alla data del 1° luglio
    2017, si applicano le modalita’ di trasmissione delle
    informazioni relative agli aiuti alle imprese, stabilite ai
    sensi dell’art. 14, comma 2, della legge 5 marzo 2001, n.
    57.
    7. A decorrere dal 1° luglio 2017, la trasmissione
    delle informazioni al Registro di cui al comma 1 e
    l’adempimento degli obblighi di interrogazione del Registro
    medesimo costituiscono condizione legale di efficacia dei
    provvedimenti che dispongono concessioni ed erogazioni
    degli aiuti di cui al comma 2. I provvedimenti di
    concessione e di erogazione di detti aiuti indicano
    espressamente l’avvenuto inserimento delle informazioni nel
    Registro e l’avvenuta interrogazione dello stesso.
    L’inadempimento degli obblighi di cui ai commi 1 e 3
    nonche’ al secondo periodo del presente comma e’ rilevato,
    anche d’ufficio, dai soggetti di cui al comma 1 e comporta
    la responsabilita’ patrimoniale del responsabile della
    concessione o dell’erogazione degli aiuti. L’inadempimento
    e’ rilevabile anche dall’impresa beneficiaria ai fini del
    risarcimento del danno.».

    Note all’art. 1:
    – Per il riferimento all’art. 57-bis del citato
    decreto-legge n. 50 del 2017, si veda nelle note alle
    premesse.

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 16 maggio 2018 n. 90

Per maggiori informazioni, senza impegno, compilare il form.

Lascia un commento